OMAGGI

Omaggio a Fabrizio De Andrè

Fabrizio De André è una delle figure più amate nella storia della canzone italiana. La sua arte unisce un alto pensiero sociale a una forma sublime, e ha stregato e coinvolto il pubblico di diverse generazioni. Dall’ispirazione di Brassens all’incontro con Dylan e Cohen, per avviarsi poi nel mare della world music, la sua carriera è stata piena di sperimentazioni poetiche, sonore, musicali. I cantautori Francesco Pelosi (voce e chitarra) e Rocco Rosignoli (voce, chitarra, bouzouki, mandolino) porteranno il pubblico in un bel viaggio lungo l’arte del cantautore genovese, cercando di coprire le tappe più significative di una carriera esemplare. Una serata per cantare, brindare e riflettere tutti insieme.


 

Anime Fiammeggianti – omaggio apocrifo alle canzoni dei C.S.I.

Una rilettura, un omaggio, un canto d’amore a una manciata di brani dello storico gruppo tosco-emiliano in chiave acustica, scarna, ridondante, definitiva. Annarella, Cupe Vampe, In viaggio, Fuochi nella notte di San Giovanni, Unità di produzione, Forma e Sostanza e molte altre, rivivono in questa versione intima e profonda ad opera di Francesco Pelosi (voce e chitarra)e Andrea Marras (violino, piano&Co., cori).


 

Omaggio a Enzo Jannacci

Enzo Jannacci. Nato prevalentemente a Milano il 3 giugno 1935, segni particolari “fame atavica”, nel senso di presa in prestito, geneticamente ereditata da tutta una serie di uomini e donne che l’hanno preceduto, cioè l’intera specie. Schizo-musicista, chirurgo, pianista, slatimbanco, probabilmente genio.
L’omaggio di Francesco Pelosi (voce), Gabriele Fava (sax) e Nicola Maestri (chitarra) ripercorre molte delle tappe fondamentali dell’immenso repertorio jannacciano, da Vengo anch’io a El purtava i scarp de tennis, da L’Armando a Vincenzina e la fabbrica, concedendosi alcune raffinate deviazioni meno note (da La disperazione della pietà a Mamma che luna che c’era stasera) in un’interpretazione teatrale dal ritmo jazz-swing appassionata e coinvolgente.


Omaggio a Paolo Conte

Le canzoni dell’avvocato di Asti, conosciute e apprezzate in tutto il mondo, riproposte in un’esecuzione per quartetto da Francesco Pelosi (voce e kazoo), Enrico Fava (piano), Gabriele Fava (sax) e Nicola Maestri (chitarra). Versioni eleganti e puntuali delle composizioni del grande cantautore e pianista che ricreano l’atmosfera fumosa del primo periodo artistico di Paolo Conte (attingendo soprattutto dall’album Concerti ma spaziando anche fino a brani recenti), sempre in bilico fra colto e popolare, ironia furtiva e malinconiche lontananze.


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